Nicolì “Lo sforzo per un’idea condivisa di futuro” intervento del segretario generale su La Gazzetta del Mezzogiorno

Nicolì “Lo sforzo per un’idea condivisa di futuro” intervento del segretario generale su La Gazzetta del Mezzogiorno

Non può che esserci grande ed unanime apprezzamento per la generosa iniziativa messa in campo da Confindustria Lecce, nella propria assemblea pubblica di venerdì, di offrire a tutti gli attori territoriali una valida base di lavoro per la costruzione di un Piano di Sviluppo per il Salento.

Una vera e propria scossa al torpore di un territorio che a tratti sembra smarrire una idea propria di futuro, che oscilla continuamente fra rinuncia e supponenza, fra fatalismo ed autoreferenzialità, che ama compiangersi e contemporaneamente assegnarsi primati non supportati dai necessari indicatori.

Una vera e propria scossa per un territorio da tempo orfano di una adeguata rappresentanza politico istituzionale, che solo il particolare attivismo di una Prefettura ha saputo, fino a ieri, coprire e supplire.

Una vera e propria scossa per tutte le associazioni di rappresentanza degli interessi che hanno pensato, troppo spesso, di svolgere pienamente il proprio compito cercando riparo e tutela per il proprio particolare e sottraendosi alla logica di fare sistema territoriale.

Una vera e propria scossa per invertire quella tendenza alla dissipazione delle opportunità ed alla compressione delle tante potenzialità di cui pure il territorio dispone.

C’è uno sforzo che non si vedeva da tempo di ricostruire una idea condivisa di futuro, di immaginare uno sviluppo integrato del territorio, di rigenerare collaborazione attiva fra i livelli istituzionali ed i soggetti del partenariato economico e sociale.

Analisi, obiettivi, metodo e percorso, sono gli elementi che caratterizzano la proposta illustrata dal Presidente Giancarlo Negro.

Sicuramente le analisi potranno essere implementate, anche se già nel loro ordinamento e nell’assemblaggio dei dati, si coglie il senso della costruzione di un propedeutico quadro unitario del territorio. Certamente gli obiettivi indicati devono essere scadenzati, in particolare per i fattori competitivi relativi alle infrastrutture materiali ed immateriali, secondo ordine di urgenza, di priorità e di fattibilità, in ragione degli strumenti operativi e delle risorse attivabili, ed in alcuni casi precisati, in ragione delle ricadute sullo sviluppo dei sistemi produttivi (investimenti, innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione) e sulla crescita dell’occupazione. Va poi recuperato il ruolo proattivo di una sana contrattazione di secondo livello, per la crescita della produttività dei sistemi d’impresa e della qualità e stabilità del lavoro, insieme al contrasto delle varie forme di dumping salariale e contrattuale come forma di concorrenza sleale fra imprese, che consegna salari non dignitosi ai lavoratori e condanna le stesse aziende alla marginalità nella distribuzione della ricchezza nella catena produttiva di riferimento. Il metodo è quello giusto, integrare logiche ed obiettivi, condividere, crescere nel sistema di relazioni industriali ed istituzionali, rafforzare l’identità territoriale, imparare a rappresentarsi e a competere come sistema territoriale. Metodo peraltro già vincente per l’inserimento del territorio leccese nella Zes Adriatica ed efficace nell’azione congiunta diretta alla realizzazione della 275. Il percorso è stringente e sfidante. La Cisl di Lecce ci sarà. Ci sarà di buona lena.

Antonio Nicolì

Segretario generale Cisl Lecce

 

 

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