Il Primo Maggio non si tocca

Come Organizzazione sindacale Fisasca-Cisl  ancora una volta ci troviamo a dover denunciare la mancanza di considerazione nei confronti di una categoria di lavoratori ai quali ormai sono negati i più basilari diritti, come il meritato riposo domenicale.

Il  1° maggio era ed è la festa della classe operaia. È pur vero che oggi gli operai sono sempre di meno, ma vi è un’altra classe di lavoratori che può essere considerata alla stregua degli operai: le commesse e i commessi.

È pur vero che oggi la cultura del 1° maggio è minore, ma bisogna invertire la tendenza e riscoprire il valore del lavoro. Non possiamo legare il nostro vivere ad un sistema economico schiavo del “Pil” e  dobbiamo riscoprire i veri valori della vita: la famiglia, la persona, la libertà, il riposo.

Facciamo un appello a tutte le istituzioni interessate, in primo luogo al Prefetto, affinché convochi al più presto un tavolo tecnico sul quale prendere iniziative che frenino il dilagare del fenomeno delle aperture domenicali e festive e chiediamo allo stesso un intervento forte e deciso nei confronti della nuova Giunta regionale per arrivare ad una modifica della legge regionale che regola il settore.

Come sindacato Fisascat-Cisl siamo pronti ad aprire le porte alle controparti Confcommercio e Confesercenti e lanciamo una proposta: discutiamo sulle domeniche e festività che non possono essere derogate, ma discutiamo anche sulle assunzioni per il week-end: solo così si potrebbe evitare un aumento del conflitto sociale che esiste tra chi lavora troppo e chi, purtroppo, il lavoro non ce l’ha.

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