Cgil, Cisl e Uil, Funzione Pubblica e Pensionati di Lecce organizzano per il 6 maggio presidio per le liste di attesa e il diritto alla salute dei cittadini

Cgil, Cisl e Uil, Funzione Pubblica e Pensionati di Lecce organizzano per il 6 maggio presidio per le liste di attesa e il diritto alla salute dei cittadini

Le segreterie territoriali di CGIL CISL UIL, unitamente alle rispettive Federazioni dei pensionati e della Funzione Pubblica, hanno inoltrato al Commissario della ASL di Lecce, Dott. Rodolfo Rollo, la richiesta di riapertura del tavolo di confronto sui temi fissati dall’accordo regionale del 12 dicembre 2016 con particolare riferimento all’annoso problema del governo delle liste d’attesa ed  il riordino della rete sanitaria territoriale.

Tale richiesta si colloca  in linea con la vertenza unitaria avviata a livello nazionale nel corso dell’iniziativa di Salerno del settembre scorso,  rilanciata a livello regionale   con la partecipata  manifestazione  del 12 dicembre 2018 e gli attivi unitari dello scorso 29 aprile.

Il varo del Piano nazionale e della legge regionale sul governo delle liste d’attesa rende particolarmente urgente la ripresa di un confronto ai vari livelli  al fine di dare immediata risposta al bisogno di salute di tanti nostri concittadini che quotidianamente si misurano con ritardi ed  inefficienze, vedendo così compromesso l’accesso e la fruizione alle prestazioni sanitarie.

Occorre ridurre i tempi d’attesa  operando sia sul versante organizzativo che di una programmazione fondata sui dati epidemiologici e demografici della popolazione.

Nel merito sono stati organizzati  per lunedì 6 maggio  dalle federazioni dei Pensionati e della Funzione Pubblica, con il supporto delle confederazioni, dei presidi di sensibilizzazione su tutto il territorio regionale. In provincia di Lecce gli stessi sono stati programmati dalle ore 10 alle ore 12  presso i CUP  dei presidi ospedalieri del  vecchio e nuovo  Vito Fazzi di Lecce e presso quelli  di  Gallipoli e Tricase.

Al tema delle liste d’attesa si affianca inoltre, con pari urgenza, quello del riordino della rete ospedaliera e della riconversione di alcuni presidi in PTA o ospedali di comunità, secondo una logica di prossimità, di qualificazione dell’offerta e della tanto auspicata integrazione socio-sanitaria tra distretti ed ambiti sociali.

E, non da ultimo, quello delle politiche di valorizzazione del personale a  partire dallo sblocco delle assunzioni.

Così come pure occorre operare un avanzamento nei progetti di  messa in sicurezza delle strutture e dell’ammodernamento degli strumenti diagnostici finanziati con fondi FESR  che pure hanno registrato ritardi nella programmazione ed una pluralità di problemi in fase attuativa.

La rilevanza e l’urgenza  delle questioni al centro della vertenza unitaria su sanità e welfare pongono con forza il tema del metodo del confronto  con le parti sociali, sancito, come sopra evidenziato, dall’  accordo regionale  del 12 dicembre 2016, spesso tradito, proprio partendo dal livello regionale, da azioni unilaterali che ne hanno negato lo spirito concertativo.

Non si può infatti immaginare che l’ambizioso piano di riprogrammazione della rete ospedaliera e dei servizi sanitari territoriali possa prescindere dal pieno coinvolgimento dei soggetti  nella definizione degli interventi, evitando così di proseguire secondo una logica di azioni spot.

Riaprire il confronto. Riaprirlo subito, dunque.

Per garantire il diritto alla salute a tutti i nostri concittadini, in tempi certi, come previsto dalla Costituzione, attraverso servizi e prestazioni di qualità  cosi come definiti dai livelli essenziali di assistenza.

Il Segr. Gen. CGIL                                                    Il Segr. Gen.CISL                      Il Segr.Gen. UIL

Valentina Fragassi                                                    Antonio Nicolì                         Salvatore Giannetto

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