IX GIORNATA MONDIALE DEI POVERI: Ada Chirizzi, Segretario Generale Cisl Lecce “Occorre sviluppare un modello di welfare che sia capace di intercettare i bisogni reali, prevenire le crisi e restituire opportunità di autonomia e sviluppo personale”

IX GIORNATA MONDIALE DEI POVERI: Ada Chirizzi, Segretario Generale Cisl Lecce  “Occorre sviluppare un modello di welfare che sia capace di intercettare i bisogni reali, prevenire le crisi e restituire opportunità di autonomia e sviluppo personale”

Oggi (domenica 16 novembre 2025) ricorre la IX giornata mondiale dei poveri. Un appuntamento prezioso che ci pone di fronte al complesso e sfidante tema delle povertà e delle fragilità. Fragilità e povertà sempre più diffuse e sempre più multiformi, così come ancora una volta confermato dal Rapporto Caritas. L’edizione 2025, infatti, dipinge un’Italia sempre più segnata dalla povertà e dalla vulnerabilità, una fotografia drammatica che mostra l’aumento delle persone assistite e la complessità dei bisogni sociali.
Rispetto al Rapporto 2024, emergono sia continuità che peggioramenti, con dati che indicano una crescita significativa delle famiglie e degli individui in condizioni di disagio e una moltiplicazione delle forme di difficoltà che si intrecciano in maniera spesso inestricabile. La lettura di questo Rapporto impone una riflessione profonda non solo sulla situazione sociale, ma anche sulla responsabilità collettiva di società e istituzioni nel rispondere a una crisi multiforme che non può trovare soluzione attraverso interventi isolati, ma solo con un impegno condiviso e strutturato.
Il rapporto conferma e aggrava la situazione di povertà crescente rilevata negli anni precedenti. Nel 2024, le persone accolte e sostenute dalla Rete Caritas in Italia sono state circa 278mila, un numero in aumento del 3% rispetto al 2023, con un incremento drammatico del 62,6% negli ultimi dieci anni. Questo aumento riguarda in particolare le aree del Nord Italia, dove la crescita delle richieste di aiuto è stata più marcata (+77%), seguite dal Mezzogiorno e dal Centro. L’età media delle persone assistite si attesta intorno ai 47,8 anni, evidenziando un progressivo invecchiamento della popolazione fragile.
Dal punto di vista quantitativo, la Caritas ha erogato oltre 5 milioni di prestazioni nel 2024, con una media di circa 18 interventi per assistito, in crescita rispetto ai 13 dell’anno precedente. Ciò traduce un aggravarsi delle condizioni di bisogno, con un aumento della povertà cronica (il 34% delle persone assistite è in carico da almeno cinque anni) e della marginalità multipla (oltre il 58% delle persone cumula tre o più forme diverse di disagio, tra cui economico, abitativo, relazionale, sanitario e psicologico).
In parallelo, crescono anche le richieste di aiuto legate a situazioni improvvise o temporanee come la crisi dei migranti di passaggio.
Un altro aspetto critico evidenziato è la crescita della povertà lavorativa: circa il 23,5% delle persone assistite ha un lavoro ma le condizioni salariali o contrattuali sono talmente precarie da non garantire una vita dignitosa.
Paradossalmente, si rileva una maggiore incidenza della richiesta d’aiuto anche in regioni come Puglia e Basilicata, dove si registrano aumenti di assistiti nonostante il lavoro.
Inoltre, la povertà energetica emerge come una delle frontiere più preoccupanti dell’ingiustizia sociale, con circa 2,36 milioni di famiglie (9%) che non riescono a sostenere le spese per luce e gas, dati aggravati dalla crisi climatica e dall’aumento dei costi dell’energia.
Rispetto al rapporto 2024, i dati del 2025 confermano un quadro di crescente vulnerabilità e precarietà.
Il rapporto 2024 aveva già denunciato la forte polarizzazione della ricchezza in Italia: una piccola minoranza detiene gran parte della ricchezza nazionale, mentre milioni di adulti vivono con risorse insufficienti.
Il rapporto 2025 amplia questa analisi sottolineando la necessità di politiche che restituiscano autonomia e dignità, con interventi preventivi piuttosto che solo emergenziali.
Questo cambiamento di focus è fondamentale per comprendere la nuova fase della crisi sociale, dove la fragilità rischia di diventare esclusione strutturale e permanente.
Il Rapporto Caritas 2025 ci pone di fronte a una realtà complessa, fatta di disuguaglianze radicate e nuove forme di esclusione che si intrecciano con la crisi economica, la precarietà lavorativa, la fragilità energetica e le emergenze umanitarie.
Dare risposta a una così vasta e articolata problematica non è possibile senza un impegno collettivo e una responsabilità condivisa a tutti i livelli.
Il lavoro di Caritas e, più in generale, delle tante realtà del Terzo Settore, è una testimonianza concreta di solidarietà e resilienza, ma non può sostituirsi a un’azione sistemica che coinvolga istituzioni, enti locali, mondo produttivo e singoli cittadini.
La povertà multidimensionale che attanaglia anche il nostro territorio richiede politiche integrate che vadano oltre la mera assistenza, puntando su inclusione sociale, politiche attive del lavoro, tutela del lavoro dignitoso, accesso ai servizi essenziali e contrasto alle disuguaglianze infrastrutturali.
Occorre sviluppare un modello di welfare che sia capace di intercettare i bisogni reali, prevenire le crisi e restituire opportunità di autonomia e sviluppo personale.
Questo percorso richiede coraggio politico, sinergie tra parti sociali, ed etica civica.
Senza questa corresponsabilità collettiva, il rischio è quello di un paese sempre più diviso, dove la povertà non si combatte ma si consolida.
Il rapporto ci invita, dunque, a un ripensamento profondo e a un impegno rinnovato, a partire dalla comunità locale fino alle grandi istituzioni nazionali, per un’Italia più giusta e capace di prendersi cura di tutte le sue persone, soprattutto le più fragili.
È questa la vera sfida che il Rapporto Caritas 2025 pone, con dati che sono un allarme ma anche un appello di speranza, perché solo insieme si può costruire un futuro dignitoso per tutti.

 

Ada Chirizzi
Segretario Generale Cisl Lecce

 

Rassegna stampa :

https://www.portalecce.it/index.php/chiesa-in-uscita-diocesi-di-lecce/ospedale-da-campo/21242-la-ix-giornata-dei-poveri-occorrono-politiche-integrate-che-vadano-oltre-la-mera-assistenza

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